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Oro,leghe e titoli - I gioielli di un tempo - Riflessi d'oro

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Oro,leghe e titoli

Pubblicato da Romina in Le leghe d' oro · 1/7/2019 17:19:40

ORO, LEGHE E TITOLI



Perché si dice oro 18 kt o 750?
Cosa significa?

Si parte da un punto basilare: L’oro allo stato naturale è morbidissimo, diciamo che potete pensare all’oro puro come al piombo. Quindi il primo concetto principale è che l’oro puro è estremamente morbido, plasmabile, o “duttile” questa è la parola esatta correlata a questo preziosissimo metallo.
Quindi in oreficeria l’oro puro non andava molto bene, si abbozzava, si deformava, e le pietre preziose incastonate potevano cadere facilmente . E’ per questo che l’oro puro viene “tagliato” ad una percentuale minore per avere una durezza maggiore, come a 18kt o 750.
Prendiamo come riferimento l’oro puro come “oro 1000” che è morbidissimo; raffiniamo questo oro puro aggiungendo altri metalli, precisamente per un25%, il risultato finale sarà: 25% metalli vari, 75% oro puro. Quando il metallo è formato dal 75% di oro puro viene detto
“oro 18 kt oppure oro 750” appunto 750 millesimi di oro puro.
Quindi quando avrete in mano la vostra fede, o un comune gioiello italiano, sappiate che è di oro solo al 75%.
Ma cosa c’è nel restante 25% del metallo?
Il 75% del metallo è oro puro, il restante 25% può essere un metallo come il rame, l’argento ecc.
La composizione dell’oro giallo: 75% di oro puro, 12,5% di argento e 12,5% di rame (questo è il classico oro che tutti conoscete,come ad esempio  le fedi da matrimonio del 90% degli italiani sono di oro giallo 750)
La composizione dell'oro bianco: 75% di oro puro, il restante 25% è composto da argento o palladio.
La composizione dell'oro rosa: 75% di oro puro, 5% di argento e da un 20% di rame, che gli conferisce appunto la sfumatura rosa tanto di moda negli ultimi anni.

La quotazione dell'oro usato varia a seconda della caratura (kt) del metallo, la cui misura ne indica la purezza: maggiore è la caratura, più alto sarà il valore e ovviamente dalla quotazione del giorno.

SPECIFICA DEI TITOLI:

Oro 24kt: indicato anche come oro a titolo 999/000, ovverosia l'oro puro, che si trova principalmente sotto forma di lingotti.

Oro 22kt: (titolo 917/000) e oro 21kt (titolo 900/000), che rappresenta la caratura delle principali monete da investimento, quali sterline e  marenghi

Oro 18kt: (titolo 750/000), ovvero la lega di cui sono costituiti la maggior parte dei gioielli e dei monili commercializzati in Italia; l'oro 18kt può presentarsi di diversi colori (principalmente giallo, bianco o rosso), ma in termini di valutazione economica non fa alcuna differenza.

Oro 14kt: (titolo 585/000), la lega che caratterizza la gioielleria di manifattura americana e dell'Europa dell'est.

Oro 9kt: (333/000), una lega a basso titolo utilizzata per lavorazioni varie di minor pregio (un tempo in odontoiatria.

RODIATURA
Per rendere ancora più bianco e lucente un oggetto in oro viene praticata la rodiatura.
l Rodio è un metallo prezioso , il suo utilizzo in gioielleria è limitato alla cosiddetta rodiatura galvanica delle leghe in oro bianco.
Le leghe di oro bianco infatti, se non rodiate, non hanno l'aspetto brillante e bianco che siamo abituati a vedere in gioielleria, ma piuttosto hanno un' aspetto opaco e giallognolo ( dato l' alto contenuto di oro ). Tramite il processo di rodiatura e previa sgrassatura molto accurata viene applicato sull' oggetto tramite un bagno galvanico un sottilissimo strato di rodio dello spessore variabile, ma comunque nell' ordine di pochi micron
( 1 micron = 1 millesimo di millimetro ). Questo basta a conferire al gioiello l' aspetto scintillante e chiaro che tutti conosciamo.
La rodiatura galvanica non modifica in alcun modo le proprietà fisiche della lega d' oro ed è solitamente molto resistente tempo ed all' usura.
Col passare degli anni però si potrebbe rendere necessaria una nuova rodiatura che può essere realizzata anche dall' orefice di fiducia tramite apparecchiature non industriali, ma comunque adeguate.

TIMBRI
Dove si trovano i timbri che identificano la qualità dell’oro e la sua provenienza?
Tutti i gioielli preziosi “dovrebbero” avere un marchio di identificazione della qualità del metallo con cui è fatto il gioiello e una piccola “targa” che identifica il fabbricante del gioiello.
Il marchio di identificazione del metallo (chiamato anche punzone) è il classico marchio 750 che troviamo nel90% dei gioielli italiani: Nelle vostre fedi di Matrimonio, nelle collane classiche in oro giallo anni 70, 80 e 90, in tutti i bracciali della stessa epoca ecc.. Il marchio 750, identifica che il metallo è oro 750, quindi oro puro al 75%,
La “Targa”:
La targa è una serie di numeri e lettere, esempio “12AB44” che identifica il produttore del gioiello.
La targa e il marchio 750, o gli altri marchi che identificano la qualità dell’oro, come 18kt, 14kt, 585 ecc si trovano quasi sempre nei seguenti punti:
Nelle collane:
Nelle collane classiche italiane in oro giallo e oro bianco il marchio 750 si trova di solito vicino al moschettone .
Sui moschettoni di chiusura classici il timbro 750 si può trovare sia sulla linguetta che si apre per lasciare entrare l’anello della collana, sia sull’anellino che unisce il moschettone alla collana.

• Nei bracciali:

Nei bracciali solitamente i marchi si trovano nei stessi punti delle collane, quindi vicino alla chiusura e sulle chiusure. Ma in alcuni tipi di bracciali, ad esempio sui bracciali tennis di diamanti, il marchio 750 e la targa del produttore si trovano nella maggior parte dei casi solo sul moschettone di chiusura, anche perché nella parte restante del gioiello non ci sono punti ideali per fissare i marchi.
• Sugli anelli:
In tutti gli anelli classici (fedi, solitari, trilogy,) in pratica negli anelli con gambo normale, il timbro che identifica l’oro, esempio 750, e la targa del produttore, si trovano all’interno del gambo dell’anello.
In anelli molto difficili da “marchiare” come ad esempio le fedine a giro di diamanti, dove non esistono spazi d’oro sufficientemente grandi per mettere i marchi, viene applicata una piccola placca interna, dove vengono ospitati simbolo dell’oro e targa del produttore.
E’ molto facile che gli anelli perdano con il tempo i propri marchi, questo è dovuto al lento logoramento dell'anello a forza di essere messo e tolto, alla varie rimesse a misura e alle varie lucidature.
Ogni volta che un orefice vi lucida un anello lo “smeriglia” (la carta smeriglio viene usata in oreficeria per eliminare tutti i segni presenti sul metallo, è la versione “fina” della carta vetrata..) e poi lo spazzola, quindi, ogni volta sempre di più, il marchio 750 e la targa possono essere logorati o possono scomparire totalmente.
• Sulle spille:
Sulle spille i marchi si trovano ovviamente dietro la spilla, nella parte che rimane fuori dalla vista. Se non trovate i marchi nel retro della spilla sappiate che esiste un posticino estremamente nascosto dove spesso i marchi vengono stampati: Sullo spillone della spilla. Quindi, nel caso non lo troviate nel retro provate a guardare attentamente lungo lo spillone della spilla o nella chiusura dove lo spillone entra per rimanere fissato.
• Sugli orecchini:
Negli orecchini spesso i marchi si trovano sul perno che entra nel lobo. Negli orecchini con farfallina di chiusura (come negli orecchini a punto luce di diamanti) i timbri si trovano sia su ognuna delle farfalline che su ognuno dei perni che entrano nel lobo.
Per gli orecchini che hanno chiusura a clip ( o a monachella)
è proprio sul bordo della clip che molto spesso troverete i marchi..

  • COSA DICE LA LEGGE?

Si deve porre attenzione, al momento dell’acquisto, a due semplici marchi che, per legge, devono essere presenti su ogni oggetto.
Uno è il “marchio d’identificazione” che ci dice chi è il fabbricante: si tratta di un poligono al cui interno troviamo una stella a cinque punte con un numero ed una sigla di provincia.

L’altro è il “titolo” che ci dice di che metallo si tratta e in che proporzione è contenuto (i cosiddetti millesimi). Per una più facile identificazione la forma è diversa a seconda del metallo, una losanga per l’oro ed un ovale per l’argento, e conterrà l’indicazione del titolo del metallo (ad es.: Au 750°/°°).

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