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Rubino - I gioielli di un tempo - Riflessi d'oro

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Rubino

Pubblicato da Romina in Rubino · 1/7/2019 15:16:20

RUBINO
Simbolo della vittoria e della passione.
Il tradizionale colore del rubino è il rosso, con gradazioni da rosso pallido a rosso cupo, a volte con sfumature violastre e brunastre. Il rubino è da considerarsi, quando l’esemplare è veramente bello, la pietra preziosa, dopo il diamante, di maggior valore. I rubini che provengono dalla Birmania sono i più pregiati per il loro colore rosso intenso vivo, ma in commercio sono pochi data la rarità della gemma e del suo prezzo.
  

CARATTERISTICHE:
Soltanto intorno al 1800 si riconobbe che, insieme allo zaffiro, il rubino sono una varietà del corindone. Il colore più pregiato è il cosiddetto “sangue di piccione” (un rosso puro con una sfumatura nel bluastro). La distribuzione del colore è spesso irregolare: a bande o chiazzata. Mediante trattamento termico le qualità inferiori del corindone acquistano un colore migliore. Nonostante sia il minerale più duro dopo il diamante, presenta durezza 140 volte inferiore a quest’ultimo.

COLORE:
La sostanza colorante del rubino è il cromo e per le tonalità brunastre anche il ferro. Il colore rosso è diverso secondo il giacimento di provenienza. La roccia madre del rubino è principalmente un marmo dolomitico, ma la quantità del minerale presente in questi giacimenti primari è troppo modesta per poterli sfruttare commercialmente. L’estrazione è per lo più effettuata in giacimenti alluvionali. Grazie all’alto peso specifico, il rubino viene ricavato per lavaggio dalle ghiaie e sabbie fluviali. I giacimenti più importanti, per la bellezza del materiale estratto, si trovano in Birmania.

TAGLIO:
Il rubino grezzo ha spigoli smussati e lucentezza grassa, mentre quando è tagliato ha lucentezza quasi uguale a quella del diamante. I rubini solitamente sono tagliati utilizzando il taglio misto, ossia a brillante nella parte superiore ed a gradini in quella inferiore. Il materiale con ridotta trasparenza viene tagliato a cabochon. I tagli più utilizzati per il rubino sono:
TAGLIO OVALE
TAGLIO GOCCIA
TAGLIO CUORE
TAGLIO TONDO
TAGLIO CARRE’.

ESAME ALLA LENTE:

Osservando attentamente con una lente, si nota che le inclusioni sono frequenti. Non costituiscono mai motivo di diminuzione della qualità, ma sono la testimonianza dell’origine naturale della pietra e permettono di distinguerla dalle sintesi.

RIFRAZIONE:

Un raggio di luce che penetra in una pietra come il rubino si scinde in due raggi. Questo fenomeno si chiama birifrangenza e permette che qualsiasi oggetto osservato attraverso il cristallo appaia lievemente sdoppiato. Il fatto che esistano due raggi influisce sul colore, dando sfumature diverse.

LUCENTEZZA E DISPERSIONE:

La lucentezza del rubino è vitrea, il valore di dispersione è molto modesto rispetto a quello del diamante e quindi la bellezza del corindone non risiede nei lampi dei colori ma soltanto nelle sfumature di colore.

INCLUSIONI:

I meravigliosi colori di queste pietre sono dovuti a tracce di ossidi metallici incorporati nel cristallo, quindi in questo caso la purezza non è una virtù.





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