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I gioielli di un tempo - Riflessi d'oro

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Opale

Pubblicato da Romina in Pietre preziose · 1/7/2019 17:49:17


Scheda scientifica OPALE
SiO2·nH2O

CLASSE MINERALOGICA: silicati
GRUPPO: biossido di silicio
SISTEMA: amorfo
DUREZZA: 5-6,5
PESO SPECIFICO: 1,9-2,3
INDICE DI RIFRAZIONE: 1,23-1,46
DISPERSIONE: bassa
COLORE: incolore, rosso, arancio, giallo, verde, blu e bianco. Molti campioni presentano un vivace gioco di colore dovuto all'effetto ottico dell'arlecchinamento
LUCENTEZZA: da vitrea a madreperlacea
TRASPARENZA: trasparente, traslucido o opaco
SFALDATURA: assente
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: irregolare
GENESI: è un minerale prevalentemente di origine sedimentaria, che si forma per deposito chimico di acque molto ricche di silice, o per accumulo di scheletri di organismi marini
PLEOCROISMO: assente
FLUORESCENZA: gialla o verde

Le principali varietà sono:

Opale nobile - Apprezzatissima per il gioco di colori in cui predomina generalmente il celeste.

Opale arlecchino - Che presenta un fondo grigio o blu sul quale brillano piccole macchie variamente colorate.

Opale nero -Dove i lampi di colore principalmente rossi, verdi e blu risaltano su sfondo nero.

Opale girasole - Con riflessi di luce turchina.

Opale idrofane - Non è un'opale preziosa, ma quando viene immersa nell'acqua diventa trasparente e presenta giochi di luce simili a quelli delle opali nobili, che svaniscono quando la gemma viene esposta all'aria.

Opale latteo- E' di colore bianco latte o bianco blu, bianco giallo, bianco verde; raramente presenta riflessi rossi o violetti. Ialite - E' trasparente, limpida e generalmente priva di giochi di luce.

Opale di fuoco - E' rosso o arancio, molto trasparente e senza iridescenze.
Utilizzo in gioielleria
Il taglio dell’ opale è molto delicato
L'opale di fuoco è tagliato a cabochon o sfaccettato, alcuni hanno delle luci
Solo gli opali piu’ preziosi sono usati in gioielleria e gli specialisti distinguono tutta una serie di varianti :
Gli opali comuni : molti colori, ma senza luci
Gli opali preziosi : opale nobile o arlecchino (anticamente chiamato orientale), con ogni sorta di colori e luci, tra cui i piu’ apprezzati sono quelli con le luci rosse
L’ opale idrofano che è opaco e diventa trasparente quando assorbe acqua, l’ opale bianco, l’ opale nero, matrice (con venature della roccia ospitante), l' opale d’acqua (o ialino, opalescente trasparente), girasole : che è spesso nuvoloso e lattiginoso. Vi sono anche degli opali contenenti inclusioni, come l’ opale dendritico, l’ opale schiuma ...
Il cacholong essendo un materiale molto poroso che assorbe tutti i liquidi è spesso trattato per evitare che si macchi.
L’ opale è la pietra per l’ anniversario del 14 ° anno di matrimonio.

Cura e manutenzione quotidiana
E’ una delle gemme più fragili:. È sensibile agli urti, cosmetici, saponi, prodotti per la pulizia della casa e dovrà essere evitato di indossarla durante il loro uso, o anche solo per lavarsi le mani
Montato su un anello , bisogna evitare urti, graffi.
Si mantiene immergendola in acqua il più spesso possibile. Potrebbe anche restare costantemente in acqua ! Senza umidità, l'opale finisce per "morire", vale a dire, perde la sua opalescenza, le sue luci, si spacca. Diventa opaca facilmente.
L’opale, contenente dal 3 al 30% di acqua, si disidratata e potrebbe rompersi se viene tenuto in aria molto secca, da qui la necessità di tenerlo lontano da fonti di calore in atmosfera umida. I Gemmologi avranno cura di non voler misurare il suo indice di rifrazione, a causa dell'aggressività del liquido ottico. Attenzione anche alla luce calda nelle vetrine dei gioiellieri.

L'opale è una gemma unica grazie al caratteristico gioco di colori, una particolarità che consente di distinguerlo da altri minerali. Bisogna comunque fare molta attenzione alle imitazioni, costituite da triplette, ottenute incollando con mastice una sottile lamina di opale bianco su una lastrina di calcedonio; la protezione superiore è di quarzo trasparente




Oro,leghe e titoli

Pubblicato da Romina in Le leghe d' oro · 1/7/2019 17:19:40

ORO, LEGHE E TITOLI



Perché si dice oro 18 kt o 750?
Cosa significa?

Si parte da un punto basilare: L’oro allo stato naturale è morbidissimo, diciamo che potete pensare all’oro puro come al piombo. Quindi il primo concetto principale è che l’oro puro è estremamente morbido, plasmabile, o “duttile” questa è la parola esatta correlata a questo preziosissimo metallo.
Quindi in oreficeria l’oro puro non andava molto bene, si abbozzava, si deformava, e le pietre preziose incastonate potevano cadere facilmente . E’ per questo che l’oro puro viene “tagliato” ad una percentuale minore per avere una durezza maggiore, come a 18kt o 750.
Prendiamo come riferimento l’oro puro come “oro 1000” che è morbidissimo; raffiniamo questo oro puro aggiungendo altri metalli, precisamente per un25%, il risultato finale sarà: 25% metalli vari, 75% oro puro. Quando il metallo è formato dal 75% di oro puro viene detto
“oro 18 kt oppure oro 750” appunto 750 millesimi di oro puro.
Quindi quando avrete in mano la vostra fede, o un comune gioiello italiano, sappiate che è di oro solo al 75%.
Ma cosa c’è nel restante 25% del metallo?
Il 75% del metallo è oro puro, il restante 25% può essere un metallo come il rame, l’argento ecc.
La composizione dell’oro giallo: 75% di oro puro, 12,5% di argento e 12,5% di rame (questo è il classico oro che tutti conoscete,come ad esempio  le fedi da matrimonio del 90% degli italiani sono di oro giallo 750)
La composizione dell'oro bianco: 75% di oro puro, il restante 25% è composto da argento o palladio.
La composizione dell'oro rosa: 75% di oro puro, 5% di argento e da un 20% di rame, che gli conferisce appunto la sfumatura rosa tanto di moda negli ultimi anni.

La quotazione dell'oro usato varia a seconda della caratura (kt) del metallo, la cui misura ne indica la purezza: maggiore è la caratura, più alto sarà il valore e ovviamente dalla quotazione del giorno.

SPECIFICA DEI TITOLI:

Oro 24kt: indicato anche come oro a titolo 999/000, ovverosia l'oro puro, che si trova principalmente sotto forma di lingotti.

Oro 22kt: (titolo 917/000) e oro 21kt (titolo 900/000), che rappresenta la caratura delle principali monete da investimento, quali sterline e  marenghi

Oro 18kt: (titolo 750/000), ovvero la lega di cui sono costituiti la maggior parte dei gioielli e dei monili commercializzati in Italia; l'oro 18kt può presentarsi di diversi colori (principalmente giallo, bianco o rosso), ma in termini di valutazione economica non fa alcuna differenza.

Oro 14kt: (titolo 585/000), la lega che caratterizza la gioielleria di manifattura americana e dell'Europa dell'est.

Oro 9kt: (333/000), una lega a basso titolo utilizzata per lavorazioni varie di minor pregio (un tempo in odontoiatria.

RODIATURA
Per rendere ancora più bianco e lucente un oggetto in oro viene praticata la rodiatura.
l Rodio è un metallo prezioso , il suo utilizzo in gioielleria è limitato alla cosiddetta rodiatura galvanica delle leghe in oro bianco.
Le leghe di oro bianco infatti, se non rodiate, non hanno l'aspetto brillante e bianco che siamo abituati a vedere in gioielleria, ma piuttosto hanno un' aspetto opaco e giallognolo ( dato l' alto contenuto di oro ). Tramite il processo di rodiatura e previa sgrassatura molto accurata viene applicato sull' oggetto tramite un bagno galvanico un sottilissimo strato di rodio dello spessore variabile, ma comunque nell' ordine di pochi micron
( 1 micron = 1 millesimo di millimetro ). Questo basta a conferire al gioiello l' aspetto scintillante e chiaro che tutti conosciamo.
La rodiatura galvanica non modifica in alcun modo le proprietà fisiche della lega d' oro ed è solitamente molto resistente tempo ed all' usura.
Col passare degli anni però si potrebbe rendere necessaria una nuova rodiatura che può essere realizzata anche dall' orefice di fiducia tramite apparecchiature non industriali, ma comunque adeguate.

TIMBRI
Dove si trovano i timbri che identificano la qualità dell’oro e la sua provenienza?
Tutti i gioielli preziosi “dovrebbero” avere un marchio di identificazione della qualità del metallo con cui è fatto il gioiello e una piccola “targa” che identifica il fabbricante del gioiello.
Il marchio di identificazione del metallo (chiamato anche punzone) è il classico marchio 750 che troviamo nel90% dei gioielli italiani: Nelle vostre fedi di Matrimonio, nelle collane classiche in oro giallo anni 70, 80 e 90, in tutti i bracciali della stessa epoca ecc.. Il marchio 750, identifica che il metallo è oro 750, quindi oro puro al 75%,
La “Targa”:
La targa è una serie di numeri e lettere, esempio “12AB44” che identifica il produttore del gioiello.
La targa e il marchio 750, o gli altri marchi che identificano la qualità dell’oro, come 18kt, 14kt, 585 ecc si trovano quasi sempre nei seguenti punti:
Nelle collane:
Nelle collane classiche italiane in oro giallo e oro bianco il marchio 750 si trova di solito vicino al moschettone .
Sui moschettoni di chiusura classici il timbro 750 si può trovare sia sulla linguetta che si apre per lasciare entrare l’anello della collana, sia sull’anellino che unisce il moschettone alla collana.

• Nei bracciali:

Nei bracciali solitamente i marchi si trovano nei stessi punti delle collane, quindi vicino alla chiusura e sulle chiusure. Ma in alcuni tipi di bracciali, ad esempio sui bracciali tennis di diamanti, il marchio 750 e la targa del produttore si trovano nella maggior parte dei casi solo sul moschettone di chiusura, anche perché nella parte restante del gioiello non ci sono punti ideali per fissare i marchi.
• Sugli anelli:
In tutti gli anelli classici (fedi, solitari, trilogy,) in pratica negli anelli con gambo normale, il timbro che identifica l’oro, esempio 750, e la targa del produttore, si trovano all’interno del gambo dell’anello.
In anelli molto difficili da “marchiare” come ad esempio le fedine a giro di diamanti, dove non esistono spazi d’oro sufficientemente grandi per mettere i marchi, viene applicata una piccola placca interna, dove vengono ospitati simbolo dell’oro e targa del produttore.
E’ molto facile che gli anelli perdano con il tempo i propri marchi, questo è dovuto al lento logoramento dell'anello a forza di essere messo e tolto, alla varie rimesse a misura e alle varie lucidature.
Ogni volta che un orefice vi lucida un anello lo “smeriglia” (la carta smeriglio viene usata in oreficeria per eliminare tutti i segni presenti sul metallo, è la versione “fina” della carta vetrata..) e poi lo spazzola, quindi, ogni volta sempre di più, il marchio 750 e la targa possono essere logorati o possono scomparire totalmente.
• Sulle spille:
Sulle spille i marchi si trovano ovviamente dietro la spilla, nella parte che rimane fuori dalla vista. Se non trovate i marchi nel retro della spilla sappiate che esiste un posticino estremamente nascosto dove spesso i marchi vengono stampati: Sullo spillone della spilla. Quindi, nel caso non lo troviate nel retro provate a guardare attentamente lungo lo spillone della spilla o nella chiusura dove lo spillone entra per rimanere fissato.
• Sugli orecchini:
Negli orecchini spesso i marchi si trovano sul perno che entra nel lobo. Negli orecchini con farfallina di chiusura (come negli orecchini a punto luce di diamanti) i timbri si trovano sia su ognuna delle farfalline che su ognuno dei perni che entrano nel lobo.
Per gli orecchini che hanno chiusura a clip ( o a monachella)
è proprio sul bordo della clip che molto spesso troverete i marchi..

  • COSA DICE LA LEGGE?

Si deve porre attenzione, al momento dell’acquisto, a due semplici marchi che, per legge, devono essere presenti su ogni oggetto.
Uno è il “marchio d’identificazione” che ci dice chi è il fabbricante: si tratta di un poligono al cui interno troviamo una stella a cinque punte con un numero ed una sigla di provincia.

L’altro è il “titolo” che ci dice di che metallo si tratta e in che proporzione è contenuto (i cosiddetti millesimi). Per una più facile identificazione la forma è diversa a seconda del metallo, una losanga per l’oro ed un ovale per l’argento, e conterrà l’indicazione del titolo del metallo (ad es.: Au 750°/°°).

Riflessi d'oro




Cura delle perle

Pubblicato da Romina in Perle · 1/7/2019 17:10:49

Cura delle perle

Alcuni semplici accorgimenti per preservare la bellezza delle vostre perle coltivate per generazioni e generazioni.



Per mantenere la bellezza originale delle perle è importante evitare il contatto diretto con sostanze acide come prodotti chimici (profumi, cosmetici, acqua clorata, detersivi etc.), alimenti particolarmente acidi (frutta, aceto e alcool) e sudore. Dopo l’uso si consiglia di pulire le perle con un panno umido e di riporle in un cofanetto privo di altri gioielli per evitare graffiature. Le perle vanno conservate in ambienti non troppo caldi, lontani dalle fonti di luce diretta, e indossate abbastanza frequentemente per impedirne la disidratazione . Per evitare rotture improvvise delle collane di perle, il filo andrebbe sostituito ogni 2 anni circa, ricordando sempre al gioielliere di effettuare dei nodi tra una perla e l’altra.
Le perle sono gemme delicate rispetto alle pietre ed ai metalli preziosi in quanto costituite da una sostanza organica relativamente tenera, la madreperla. Per assicurarsi che restino belle e luminose nel tempo è importante averne cura in modo particolare. Ecco alcuni consigli per mantenere inalterato lo splendore delle vostre perle per generazioni e generazioni.
È importante evitare il contatto diretto con alcune sostanze acide che negli anni potrebbero opacizzare gli strati superficiali di madreperla ed appannare definitivamente la naturale lucentezza della perlagione:

Prodotti chimici


Gli acidi presenti nei prodotti chimici potrebbero rovinare seriamente i vostri gioielli. Pertanto indossate le perle coltivate dopo (e non durante) l’applicazione di profumo, lacca per capelli, saponi, creme, cosmetici e altri prodotti di bellezza. Evitate inoltre il contatto con l’acqua clorata della piscina, i detersivi e i prodotti per il giardinaggio.

Alimenti acidi


Le perle di coltura temono anche gli agenti acidi contenuti in alcuni cibi come la frutta (soprattutto gli agrumi), l’aceto e l’alcool. Se durante un pasto questi alimenti dovessero bagnare le perle, pulitele subito con un panno di cotone leggermente umido.

Sudore


L’acido normalmente contenuto nel sudore è un altro nemico delle perle coltivate. Per preservarle, non indossatele troppo a lungo nelle giornate estive particolarmente afose e durante le attività sportive.

È consigliabile pulire spesso i gioielli con perle coltivate:

Pulizia dopo l’uso

Dopo avere indossato le perle di coltura, è opportuno strofinarle dolcemente con un panno soffice (in cotone, velluto o pelle di daino) inumidito con qualche goccia d’acqua, in modo da rimuovere eventuali residui di sostanze nocive (cosmetici, sudore, etc.) trasmessi dalla pelle. Conclusa la pulizia, appoggiate le perle su un asciugamano pulito e fatele asciugare bene all’aria prima di riporle nel cofanetto. Non usate mai spazzolini o altri strumenti abrasivi ed evitate gli apparecchi di pulizia ad ultrasuoni.


Pulizia periodica


Ad intervalli regolari (circa 3 volte l’anno) pulite i gioielli in modo più approfondito, strofinando accuratamente ogni perla con un panno morbido imbevuto con qualche goccia di olio d’oliva o olio di legno di sandalo. Con questo trattamento, le perle coltivate saranno più lisce e si disidrateranno meno facilmente. Se desiderate una pulizia ancora più accurata rivolgetevi al vostro gioielliere di fiducia.

Le perle di coltura dovrebbero essere custodite con alcune accortezze:

  • Cofanetto

Le perle coltivate dovrebbero essere conservate separatamente dai gioielli duri, come metalli e pietre preziose, per evitare graffi e scalfiture accidentali. È preferibile riporre le perle in custodie individuali, o in un compartimento distinto nel portagioie, o all’interno di una busta di tessuto morbido (non di cotone o lana).

  • Temperatura

La perla coltivata è una sorta di “gemma vivente” in quanto è costituita da sostanze organiche, tra cui proteine e acqua (4%). Se sottoposte ad uno stress termico eccessivo (temperatura superiore a 60° C), queste sostanze possono regredire, causando la disidratazione e la morte della perla (i pigmenti si seccano e la perla diventa completamente opaca ed incolore). Per mantenere idratate le vostre perle di coltura è sufficiente conservarle in luoghi non troppo caldi, non esporle a fonti di luce diretta e non riporle in buste di cotone o lana. Inoltre, l’umidità della nostra pelle contribuisce alla reidratazione delle gemme, perciò risulta utile indossare regolarmente le perle.

Le perle coltivate andrebbero periodicamente reinfilate :

Reinfilatura

È consigliabile far reinfilare la vostra collana di perle almeno una volta ogni due anni; se indossate il gioiello diverse volte alla settimana, procedete alla reinfilatura annualmente. In questo modo preserverete il gioiello da rotture del filo dovute all’usura, ma anche dall’accumulo di sporcizia tra una perla e l’altra. Assicuratevi che il gioielliere inserisca un nodo tra perla e perla per evitare lo sfregamento delle gemme l’una contro l’altra e per impedire che tutte le perle si sfilino in caso di spezzamento improvviso del filo.


Riflessi d'oro




Creazioni

Pubblicato da Romina in Le nostre creazioni · 1/7/2019 16:37:23

Anello in oro bianco con diamante a taglio brillante    ct 0,12 e smalto color bianco




Diamanti

Pubblicato da Romina in Diamanti · 1/7/2019 15:42:42

Diamanti


Come leggere un certificato


Il certificato (o rapporto gemmologico) di un diamante è come la sua “impronta digitale”, poiché descrive la pietra nei suoi dettagli tecnici, in modo che il suo valore e la sua identità possano essere verificabili.
La qualità del vostro diamante è garantita quando il certificato che l’accompagna proviene da un istituto autorevole e riconosciuto in tutto il mondo.
Non assegna un valore monetario alla pietra, a differenza di una valutazione, e viene fornito solo per diamanti non incastonati.
Se stai comprando un diamante, è importante saper leggere un certificato gemmologico, in modo da essere sicuro di ottenere quello per cui stai pagando.

Tra gli istituti più autorevoli nel campo della certificazione dei diamanti, dobbiamo obbligatoriamente menzionare il GIA, l’IGI e l’HRD.

Gemological Institute of America (GIA)


L’Istituto Gemmologico Americano (GIA) è stato costituito nel 1931 a Los Angeles ed ha creato e introdotto il Sistema di Classificazione Internazionale. La sua sede è tuttora nella città degli Angeli.
Il GIA ha creato il metodo di classificazione noto come le “4C”:
Cut (taglio), Clarity (purezza) Color (colore) e Carat weight (peso in carati) sono gli elementi cardine per valutare i diamanti.


Hoge Raad voor Diamant (HRD)


Fondato nel 1973, è l' unico rappresentante ufficialmente riconosciuto dei diamanti del Belgio, a livello commerciale e industriale.
Il certificato di HRD gode di una eccellente reputazione in tutto il mondo.
Garantisce l’autenticità di un diamante escludendo la possibilità che si tratti di un’imitazione o di una pietra sintetica. Comprende inoltre una descrizione dettagliata sulla qualità, ossia forma, peso, livello di purezza, fluorescenza, classificazione del colore, dimensioni, proporzioni e livello di finitura. Queste caratteristiche qualitative determinano il valore del vostro diamante.
L’HRD, che tradotto significa “Alto Consiglio del Diamante”, è la controparte europea del GIA; i certificati di valutazione sono documenti legali nel lontano Oriente e in Europa, sono riconosciuti dall’Unione Europea.


International Gemological Institute of Antwerp (IGI)


L’Istituto Gemmologico Internazionale è tra i più grandi istituti indipendenti di classificazione e di valutazione della gemma nel mondo.
Nasce nel 1975 ad Anversa ed oggi è l' istituto gemmologico più anziano con uffici a New York,Bangkok, Bombay e Tokyo.
È rinomato nel commercio per la vasta esperienza che mette a disposizione dell' industria dei monili e del diamante da oltre 30 anni.
L’IGI annualmente compila oltre 420.000 rapporti relativi a pietre preziose.
Oltre agli istituti già citati possiamo suggerire altre organizzazioni che si attestano su livelli  inferiori, ma producono certificati di buona qualità con un’ottima attendibilità.

Tra questi istituti annoveriamo:

Antwerpse Gemologische Instelling (AGI) – opera in Belgio, UK e Tailandia;
Compete con GIA e HRD in Europa.

Il Laboratorio Gemmologico Europeo (EGL) – è una rete indipendente di laboratori di valutazione. Gli standard di valutazione variano da un laboratorio EGL a un altro, e sono percepiti come meno rigidi rispetto agli altri. Perciò, è probabile che un diamante riceva una valutazione più alta dall’EGL che non dal GIA.

L’American Gem Society (AGS) – ha una valutazione del taglio numerata da 0 a 4, 0 è la più desiderabile, 4 la meno desiderabile.

L’ Istituto Gemmologico Italiano (IGI) – molto importante sul nostro territorio, offre ottimi servizi e un’ottima formazione tramite corsi e continui aggiornamenti. A sede a Milano e a Roma.
La terminologia dei certificati

Qui di seguito elencheremo la maggior parte di termini che compaiono sui certificati gemmologici internazionali:


SHAPE (taglio): si tratta del tipo di taglio della pietra. Può essere taglio brillante (rotondo o ovale) oppure baguette, taglio smeraldo, navette o marquise, princess, radiant e altri meno comuni.

WEIGHT (peso della pietra): espresso in carati metrici, 1 grammo equivale a 5 ct e il ct a sua volta è diviso in 100 parti dette punti.

CLARITY GRADE (grado di purezza): indica la presenza o meno di inclusioni interne più o meno grandi. Il grado massimo è IF (puro), il minimo SI (incluso).

FLUORESCENCE (fluorescenza): indica la presenza o meno di una fluorescenza. Il 35% circa dei diamanti ha una fluorescenza che può essere da molto leggera (very slight) a forte (strong) ed è una caratteristica di discreta importanza, in quanto una fluorescenza troppo accentuata può svalorizzarne le caratteristiche di brillantezza e trasparenza del diamante.

COLOR GRADE (grado di colore)
: indica quanto appare bianca la pietra ad un esame ottico. Il grado massimo è il D (bianco eccezionale o river) in scala decrescente fino alla Z(molto gialla ma non” fancy”).

MEASUREMENTS (misure): indica le dimensioni in mm della pietra.

PROPORTIONS (proporzioni): indica il giudizio sulle proporzioni di taglio della pietra. E' forse l'aspetto qualitativamente più importante della gemma. Un buon grado di proporzioni “good “o “very good” esalta al massimo le caratteristiche ottiche di brillanza della pietra.

GIRDLE (corona)
: indica lo spessore della cintura della pietra espresso in gradi percentuali.

CULET (apice): indica se l'apice della pietra è appuntito o leggermente smussato. Apici con una smussatura elevata svalorizzano la pietra.

TABLE WIDTH (larghezza della tavola) - CR HEIGHT (altezza della corona) - PAV. DEPHT (profondità del padiglione): questi tre parametri indicano in percentuale le relative dimensioni a cui si riferiscono. Per avere un giudizio “very good” devono rientrare entro parametri minimi e massimi molto ristretti.

FINISH GRADE (grado di finitura): indica il grado di finitura generale della pietra quale lucidatura, eventuale presenza di faccette extra e piccole lesioni solo esterne che non influiscono sul grado di purezza.

POLISH GRADE (grado di politura): indica la politura di un diamante, ma non in tutti i certificati viene menzionato.

Crediamo che una corretta informazione sia la base per un commercio duraturo, basato sulla professionalità e sulla trasparenza, ma ricordiamo sempre che occorre preparazione specifica per acquistare gemme “importanti”, quindi è sempre preferibile affidarsi ad un professionista poiché le contraffazioni non sono poi così rare in questo mondo.

Riflessid'oro




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